Questo,
come principio generale, costituisce una
base valida per tutte le etnie e per tutti
gli idiomi. Ma, partendo da questa base,
si è sviluppata a cominciare dai
primi anni settanta, in Italia, all’interno
del Department of Education della Bertrand
Russell Corporation, una ulteriore fase
di ricerca con l’obiettivo di
valutare l’influenza degli idiomi
originari nei processi di apprendimento
in modo specifico della lingua inglese.
Da questa nuova ricerca, concentrata
sul rapporto tra l’Italiano
e L’Inglese, sono emerse alcune problematiche,
per gli italiani, che vanno dalla mentalità
e personalità, alla riproduzione
dei suoni, a fattori squisitamente psicologici
ed emotivi, alla particolare struttura
fonetica, sintattica e grammaticale dell’idioma
britannico. Problematiche che andavano
in qualche modo superate e risolte se
si voleva elaborare una metodologia efficace.
Dopo alcuni anni di studi sperimentali
sul bilinguismo precoce con bambini di
4 e 5 anni presso una scuola pubblica
per l’infanzia
e dopo una serie di test analitici con
adolescenti e adulti dai 13 ai 50 anni,
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